Come si scrive un romanzo

Avete un’idea per un romanzo, ma non sapete come iniziare?

Quello che vi servono sono

  1. una trama
  2. i personaggi
  3. una scrittura efficace
  • Trama

Prima di iniziare a scrivere, è bene avere un’idea dell’ossatura della propria storia. Potrete cambiarla a piacimento, ma non mettetevi a scrivere senza sapere che direzione prenderà la storia.

La storia dovrà avere un/una protagonista che, a causa di un evento che irrompe nella sua vita, cerca di ottenere qualcosa. A questo fine dovrà superare alcuni ostacoli, con l’aiuto dei personaggi secondari. Spesso subirà sconfitte, e sarà costretto a rialzarsi, fino al confronto finale, in cui il protagonista riporterà la vittoria (oppure uscirà sconfitto, ma avendo imparato qualcosa).

Potrà essere un giallo, in cui un investigatore caccia un assassino, oppure una storia d’amore, in cui una donna è fulminata dall’incontro con un uomo e farà di tutto per conquistarlo.

Dovreste riuscire a riassumere la trama della vostra storia in un paragrafo. Quindi passate a sviluppare la trama: prendete ciascuna frase del suddetto paragrafo e allungatela, fino a ottenere una successione di episodi.

Qui qualche esercizio sulla trama.

  • Personaggi

Dovete chiedervi fin dall’inizio chi è il/la protagonista della vostra storia e farne un ritratto che ne indichi le caratteristiche fisiche, le particolari capacità, le debolezze. Per aiutarvi, cercate una foto che assomigli al vostro protagonista. Poi fategli delle domande sul suo passato, su ciò che pensa su determinati temi. Chiedetevi come reagisce il protagonista in determinate situazioni: quando è arrabbiato, quando ha paura, quando si rallegra. Stabilite i difetti del protagonista, i punti in cui sarebbe meglio che la storia producesse in lui un cambiamento.
Chiedetevi se ha un determinato modo di parlare e di interloquire: è un tipo logorroico, oppure silenzioso, parla dialetto, usa espressioni gergali?
Un esercizio utile è il cosiddetto diario del protagonista: buttate già sulla carta tutto quello che viene in mente al personaggio, in prima persona.
Fate lo stesso, con meno profondità, per i personaggi secondari.

Quando create i personaggi, è bene pensare all’orchestrazione: i personaggi dovranno essere diversi l’uno dall’altro. Se uno è strafottente, l’altro sarà un tipo riservato. Ciò vi aiuterà a creare conflitti fra i personaggi e dialoghi brillanti.

Prendete pure a modello personaggi di romanzi che vi sono piaciuti: non è plagio, ma ispirazione.

  • La scrittura efficace

Quando avrete trama e personaggi, potete iniziare a scrivere. Ma attenzione a questi aspetti:

Stabilire chi narra la storia: prima persona o terza persona? Un narratore che coincide con u personaggio oppure un narratore che sa più dei personaggi? O volete cominciare con un narratore che vede il quadro di insieme, per poi calarvi di volta in volta nella testa di un personaggio?
Nella narrativa contemporanea si trovano tutte queste tecniche: il protagonista forte che narra in prima persona, ma anche il romanzo corale in cui si alternano più punti di vista.
Ci sono molti romanzi in cui non è il protagonista a narrare, ma il suo migliore amico (come in Sherlock Holmes oppure il Grande Gatsby)
In linea di massima, il personaggio che racconta è quello che con la storia subisce un cambiamento. O quello che trasmette il messaggio al lettore.

Concepire la storia come una successione di scene: tutte le volte che nella vostra storia succede qualcosa di importante, l’episodio dovrà essere sviluppato sotto forma di scena, cioè mostrando le azioni e le parole dei personaggi.  Si tratta del principio dello “show don’t tell” (mostrare e non raccontare), che ci dice di drammatizzare l’episodio, riportandolo come se si stesse verificando, beat dopo beat, davanti agli occhi del lettore. Il contrario di “mostrare” è “raccontare”, cioè riferire i fatti in modo indiretto e riassuntivo. Usate la tecnica del raccontare per le transizioni e gli episodi meno importanti.

Curare l’ambientazione: Descrivete ciò che circonda i personaggi. Ambiente, paesaggio, arredamento, oggetti particolari, odori, suoni, sensazioni tattili, sapori. Usate tutti i cinque sensi. Non sono necessarie descrizioni estese: bastano i dettagli. Evocare l’ambientazione ha lo scopo di far immergere il lettore nella vostra scena. Un esercizio utile è farsi un elenco di tutto ciò che compone l’ambientazione, e scegliere quindi i dettagli essenziali.

Sfruttare i dialoghi: i dialoghi servono (fra l’altro) a portare avanti la storia, a caratterizzare i personaggi, a rivelare informazioni (per es. sul passato dei personaggi), a mettere i personaggi l’uno contro l’altro. È utile concepire i dialoghi come una forma di azione. Evitare i dialoghi inutili, in cui per es. i personaggi si dicono buongiorno e buonasera. O i dialoghi in cui tutti vanno d’amore e d’accordo. I dialoghi più efficaci sono quelli in cui i personaggi perseguono scopi diversi. Il conflitto è il sale del dialogo.

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Scrivere lasciandosi guidare soltanto dall’ispirazione è una perdita di tempo. Portare a compimento un romanzo richiede la padronanza, istintiva o acquisita, di alcune tecniche. La miglior cosa è frequentare un corso di scrittura creativa. Potete anche studiare da autodidatti, ma vi occorrono i manuali giusti (i migliori sono quelli dei maestri di scrittura creativa americani e sono prevalentemente in inglese) e dovrete esercitarvi tutti i giorni.

Se preferite il learning by doing, allora un tutoring potrà esservi di aiuto.

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