Trama: ciò che la rende avvincente

Una trama avvincente è uno dei due ingredienti che fanno la differenza fra un romanzo noioso e un best-seller.

Conviene investire tempo e energie nella progettazione della trama. Oltretutto, ciò vi farà perdere meno tempo nella fase di editing e revisione dell’opera .

Ciò che determina la riuscita della trama sono l’ossatura centrale (struttura in 3 atti) e l’ineluttabilità dei punti di transizione.

La struttura in 3 atti: approfondimento

Ne avrete già sentito parlare: qualsiasi storia è costituita da 3 atti, cioè da un inizio, da un corpo centrale e da una fine.

La cosa più importante sono i PUNTI DI TRANSIZIONE fra i tre atti, che chiameremo “punti di non ritorno”. Qui deve succedere qualcosa di esteriore o interiore che spinga il protagonista verso la fase successiva della storia, senza possibilità di tornare indietro

1° atto:

Incidente scatenante: è la fase in cui avviene qualcosa che spinge il protagonista a uscire dal suo status quo, per raggiungere un determinato obiettivo. Quale obiettivo? A seconda del genere, può trattarsi della soluzione di un enigma, dell’ottenimento della giustizia, del raggiungimento della maturità, della conquista del grande amore.
Questa fase si conclude con la decisione del protagonista di rompere con lo status quo e perseguire l’obiettivo: 1° punto di non ritorno.
Qualcuno ha chiamato questo punto nodale “superamento della soglia”: l’importante è approfondire questo momento di transizione non soltanto sul piano intellettuale, ma soprattutto sul piano emozionale: il lettore dovrà provare le emozioni che trascinano il protagonista verso la fase successiva. La transizione dovrà essere necessaria e ineluttabile.

2° atto

Esacerbazione del conflitto: in questa fase il protagonista entra in conflitto con forze antagonistiche.
Il conflitto dovrà svilupparsi con alti e bassi, che sbattano il protagonista fra il successo e la sconfitta.
È importante che le forze antagoniste sembrino invincibili.
Esempi: dopo una sconfitta, il protagonista non molla e ha un’idea brillante per raggiungere l’obiettivo
Tuttavia un ostacolo imprevisto si frappone fra il protagonista e la meta.
Il protagonista subisce una crisi e crede di non poter farcela
Quindi il protagonista si rialza, trova una nuova possibilità e decide di battersi con tutte le forze (in ciò subisce un cambiamento, si trasforma da persona qualsiasi in un vero e proprio “guerriero”).

L’Esacerbazione si conclude con la decisione del protagonista di battersi fino alla fine: 2° punto di non ritorno.
Anche il 2° punto di non ritorno dovrà essere 1) qualcosa a cui il protagonista non può sottrarsi 2) accompagnato da forti emozioni
Potrà esserci un dilemma: il protagonista deve fare una scelta (per esempio fra interesse personale e dirittura morale).
È importante dare a questo momento di transizione il giusto peso narrativo, per esempio motrandolo con una scena (show don’t tell) altamente drammatica. Si può ricorrere anche a una combinazione fra scena e monologo interiore.
L’importante è che il lettore viva questo momento di scelta a livello emozionale.

3° atto

Risoluzione: in questa fase il protagonista perviene allo scontro finale con le forze antagonistiche.
Durante lo scontro, c’è spazio per una crisi, per un episodio “all is lost”
In un “momento della verità” il protagonista capisce perché finora non ha riportato la vittoria.
Qui si può inserire un colpo di scena: (l’antagonista è in realtà un alleato, o l’amico è in realtà un nemico. Il protagonista scopre la sua vera identità – la vecchia agnizione -. Il protagonista riconosce che l’obiettivo non è degno di essere perseguito).
Nel finale, il protagonista esce vittorioso (happy-end), oppure sconfitto, oppure una via di mezzo che però sia una catarsi.
Dopo lo scontro o rivelazione finale, il protagonista potrà vivere un climax emozionale, in cui si accorge di essere cambiato.

Fate la prova

Potete verificare se la vostra trama ha un chiaro sviluppo drammatico, cercando di riassumerla in tre frasi (o tre periodi).
A ciascuna frase deve corrispondere uno dei tre atti: incidente, esacerbazione del conflitto, risoluzione.
Questo esercizio vi risulterà molto utile per scrivere la sinossi dell’opera, cosa che dovrete fare per presentarla alle case editrici

Il personaggio è tutto

Il secondo ingrediente di un romanzo di successo è la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto del protagonista.

Dedicate ogni possibile sforzo alla creazione di un protagonista avvincente, contraddittorio, diverso, non conformista, segnato da un passato sconvolgente, con abitudini o tick particolari, dotato di un particolare talento, ecc.

Non deve essere una persona bella, ricca e famosa: questo sarebbe uno stereotipo. Aggiungete un tratto peculiare e inaspettato.

I sentimenti che prova dovranno essere normali (cioé universali), ma non le sue reazioni: l’homo fictus è diverso dall’homo sapiens: il primo agisce sempre al massimo delle sue possibilità, ha una vita movimentata, poteri quasi magici o almeno capacità straordinarie. Può subire sconfitte, ma si rialza. Non si lascia scappare le occasioni, anzi le va a cercare.

Il lettore si identificherà con un protagonista che, di fronte a una sfida, prova le stesse sensazioni del lettore (paura, dolore, disperazione), ma invece di lasciarsi andare reagisce facendo qualcosa che il lettore non avrebbe il coraggio di fare.

Per saperne di più

Si consiglia la lettura di due manuali di narratologia. Il primo è un classico che qualsiasi aspirante lettore deve leggere, il secondo è una delle migliori guide pratiche che conosco:

Chris Vogler, Il viaggio dell’eroe

James Scott Bell, Plot & Structure