La trama: meglio pianificare

Molti credono che l’autore di successo sia uno che scrive di getto, colpito da una specie di ispirazione divina.

Non è vero: il talento è necessario, ma deve basarsi su un solido lavoro di preparazione.

Oltretutto, una buona preparazione della trama vi farà perdere meno tempo nella fase di revisione dell’opera.

Ciò non vuol dire che non dovete scrivere abbandonandovi a quello stato di grazia da cui è spesso afferrato uno scrittore, e che è uno dei motivi principali per cui amiamo scrivere.

Potete scrivere di getto, ma soltanto dopo aver stabilito l’ossatura fondamentale dell’opera. A questo scopo vi rimando ai manuali e ai corsi di scrittura creativa.

Di seguito alcuni spunti riassuntivi, che però non possono sostituire lo studio della scrittura creativa.

La struttura in 3 atti

Passo ad esporre teorie che sono quasi vecchie quanto il mondo. Ad esse si rifanno i capolavori della letteratura. Niente di nuovo quindi, ma è bene tenerle presenti.

Non è necessario attenersi ciecamente a questa struttura. Ma è come quando si cerca di dipingere in modo astratto. Prima occorre imparare la tecnica tradizionale della pittura figurativa. Le regole si possono infrangere, ma solo dopo averne acquisito la padronanza.

Lo sviluppo narrativo tradizionale si articola in 3 fasi

  1. Esposizione: è la fase in cui il protagonista, partendo dal suo status quo, si prefigge di raggiungere un determinato obiettivo, mettendosi in conflitto con forze antagonistiche. Quale obiettivo? A seconda del genere, può trattarsi della soluzione di un enigma, dell’ottenimento della giustizia, del raggiungimento della maturità, della conquista del grande amore.
    L’Esposizione si conclude con la decisione del protagonista di rompere con lo status quo e perseguire l’obiettivo
  2. Esacerbazione del conflitto: in questa fase il conflitto affrontato dal protagonista si intensifica.
    Le forze antagonistiche sembrano invincibili.
    Ma il protagonista non molla e ha un’idea brillante per raggiungere l’obiettivo
    Tuttavia un ostacolo imprevisto si frappone fra il protagonista e la meta.
    Il protagonista subisce una crisi e crede di non poter farcela
    Quindi il protagonista si rialza, trova una nuova possibilità e decide di battersi con tutte le forze (in ciò subisce un cambiamento, si trasforma da persona qualsiasi in un vero e proprio “guerriero”).
    L’Esacerbazione si conclude con la decisione del protagonista di battersi fino alla fine
  3. Risoluzione: in questa fase il protagonista perviene allo scontro finale con le forze antagonistiche.
    Durante lo scontro, c’è spazio per una crisi, per un episodio “all is lost”
    In un “momento della verità” il protagonista capisce perché finora non ha riportato la vittoria.
    Qui si può inserire un colpo di scena: (l’antagonista è in realtà un alleato, o l’amico è in realtà un nemico. Il protagonista scopre la sua vera identità – la vecchia agnizione -. Il protagonista riconosce che l’obiettivo non è degno di essere perseguito).
    Nel finale, il protagonista esce vittorioso (happy-end), oppure sconfitto, oppure una via di mezzo che però sia una catarsi.
    Dopo lo scontro o rivelazione finale, il protagonista vive un climax emozionale, in cui si accorge di essere cambiato.

Per attenersi a questa struttura, ocorrono tre cose

  • un protagonista che persegue un obiettivo con tutte le forze
  • un conflitto fra il protagonista e le forze antagonistiche (chi gli impediscono di raggiungere l’obiettivo)
  • uno sviluppo drammatico, con inizio, culmine centrale e fine.

La narrativa non è come la realtà, in cui le giornate si ripetono senza che accada nulla di nuovo.

La narrativa non è fatta di situazioni armoniose, in cui tutti vivono felici e contenti. Si basa sul conflitto, su ostacoli da superare.

L’homo fictus è diverso dall’homo sapiens  : il primo agisce sempre al massimo delle sue possibilità, ha una vita movimentata, poteri quasi magici o almeno capacità straordinarie. Può subire sconfitte, ma si rialza. Non si lascia scappare le occasioni, anzi le va a cercare.

Fate la prova

Potete verificare se la vostra trama ha un chiaro sviluppo drammatico, cercando di riassumerla in tre frasi (o tre periodi).
A ciascuna frase deve corrispondere uno dei tre atti: esposizione, esacerbazione del conflitto, risoluzione
Questo esercizio vi risulterà molto utile per scrivere la sinossi dell’opera, cosa che dovrete fare per presentarla alle case editrici

Per saperne di più

Si consiglia la lettura di due manuali classici di narratologia. Essi vi aiuteranno a creare trame avvincenti e conchiuse:

Chris Vogler, Il viaggio dell’eroe

Robert McKee, Story