Come si ottiene l’identificazione del lettore

Ottenere l’identificazione del lettore con il personaggio è il mezzo migliore per creare una storia avvincente. Ma come si fa?

Analizziamo per prima cosa questo processo di identificazione dal punto di vista psicologico:

Il lettore, più o meno istruito che sia, è una persona media, che vive una vita normale. E nella vita ordinaria siamo tutti costretti a rispettare ruoli e a obbedire a gerarchie. Le nostre possibilità di azione sono limitate, per esempio dalla condizione economica o da impegni verso la famiglia. E c’è un’altra limitazione, di tipo psicologico che ci impedisce di agire al massimo delle nostre potenzialità: la paura di non farcela.

Spesso la persona normale non cambia vita e non si mette a fare quello che ha sempre sognato semplicemente per mancanza di coraggio. Si ha paura a lasciare una vita modesta, ma sicura, per un’avventura che potrebbe anche finire in un fallimento. E quando si subisce una sconfitta, normalmente ci si rassegna e non si ha il coraggio di riprovare.

Quando questo lettore medio legge una storia, si appassionerà a personaggi che, come lui, sono soggetti a condizioni limitanti, ma che, a differenza di lui, hanno il coraggio di agire al massimo delle loro possibilità.

Una storia è sempre la storia di un personaggio che si trova ad affrontare un conflitto: il personaggio susciterà l’identificazione del lettore se reagisce alla situazione nel mondo in cui il lettore non avrebbe il coraggio di fare.

L’identificazione con il personaggio comporta l’ammirazione e persino l’invidia del lettore: questi prova soddisfazione a vedere come il personaggio affronti le situazioni conflittuali nel modo in cui anche lui vorrebbe affrontarle: con coraggio, determinazione, audacia. Un personaggio che non si rassegna alle sconfitte, ma si rialza.

Naturalmente il lettore può ammirare il personaggio non soltanto per la sua forza psichica, ma anche per qualità eccezionali che possiede a priori: una particolare prestanza fisica, o un’alta condizione sociale, o la capacità di sedurre. Per questo ammiriamo i personaggi delle soap opera (che sono tutti belli e ricchi), oppure i supereroi, dotati di capacità straordinarie.

Tali capacità straordinarie sono però da intendersi anche in senso metaforico: esse alludono alle potenzialità nascoste che ciascuno di noi ha dentro di sé. Quando toglie la maschera, anche il supereroe è una persona normale.

Riassumendo: per ottenere l’identificazione del lettore, dovete mettere il vostro personaggio in una situazione (conflittuale) che presenti analogie con normali situazioni di vita, ma far reagire il personaggio non nel modo ordinario, ma in un modo “straordinario”, che desti l’ammirazione e l’invidia del lettore.

Sotto gli occhi del lettore, attraverso i vari episodi che formano la vostra storia, potete addirittura trasformare il personaggio da persona normale a supereroe. Fategli affrontare prove successive, in cui può anche fallire. Sapersi rialzare dopo una sconfitta è una di quelle qualità che il lettore ammira di più.

Questo vale per tutte le storie, sia che si tratti del commissario che dà la caccia a un assassino seriale, sia che si tratti di una donna che vuole strappare il suo grande amore a una rivale.

Il vecchio Aristotele aveva ragione: il lettore cerca nella storia la “catarsi”. Vuole provare un’emozione forte (per es. la paura), fino al limite del sottoportabile, per poi godere il momento in cui la situazione si risolve.

Dentro di noi c’è un meccanismo che ci fa godere quando proviamo emozioni forti: è per questo che andiamo sull’otto volante, o facciamo bungee jumping. Ci piace essere sottoposti a una tensione altissima, che poi si risolve.

Quando si legge un thriller, si vuole provare la paura. Quando si legge una storia d’amore, si vogliono provare tutte le sensazioni tipiche dell’innamoramento.

Nella vita normale però, cerchiamo di evitare situazioni che possono finire male, cioè i pericoli: sottoporci a un pericolo senza conoscerne l’esito potrebbe anche avere per noi conseguenze letali.

Leggere un libro o guardare un film è un modo di sottoporsi a un pericolo, e provare forti emozioni, a livello virtuale.

Per questo il lettore si identifica con un personaggio che fa una “vita spericolata”: gode a provare le stesse emozioni. E anche se il personaggio alla fine dovesse soccombere (cosa che capita raramente), in fondo è soltanto un libro.