Come si scrive un libro

La stesura di un romanzo è un’operazione complessa, che deve tenere conto di aspetti anche “tecnici”. Per farvi un’idea della complessità, date un’occhiata a questa questa check-list per la revisione di manoscritti.

Semplificando alla grande, ciò che vi occorre sono

  1. una successione di scene
  2. i personaggi
  3. una scrittura efficace
  • Successione di scene

Prima di iniziare a scrivere, è bene avere un’idea dell’ossatura della propria storia: la cosiddetta “trama”.

Però attenzione: dalla trama che avete in testa dovete ricavare una successione di scene.

Supponiamo che abbiate un/una protagonista che, a causa di un evento che irrompe nella sua vita, cerca di ottenere qualcosa. A questo fine deve superare alcuni ostacoli, con l’aiuto dei personaggi secondari. Spesso subirà sconfitte, e sarà costretto a rialzarsi, fino al confronto finale, in cui il protagonista riporta la vittoria (oppure esce sconfitto, ma ha imparato qualcosa).

Potrà essere un giallo, in cui un investigatore caccia un assassino, oppure una storia d’amore, in cui una donna è fulminata dall’incontro con un uomo e farà di tutto per conquistarlo.

Da questa trama cercate di ricavare delle scene, come se si trattasse di un film. Prendete carta e penna, e fate una lista di quello che può accadere nella vostra storia.

Scegliete quindi le scene più emozionanti e mettetele in successione logica. Come il montaggio di un film.

Fra una scena e l’altra potrete inserire momenti di transizione (il racconto del tempo che passa, le riflessioni di un personaggio ecc.)

I maestri di scrittura creativa americana sostengono che la narrazione si compone di “scene” (in cui gli eventi sono riportati momento per momento, cioè “mostrati”) e “sequel”(passsaggi di transizione fra le scene, in genere “raccontati”).


  • Personaggi

Dovete chiedervi fin dall’inizio chi è il/la protagonista della vostra storia e farne un ritratto che ne indichi le caratteristiche fisiche, le particolari capacità, le debolezze. Per aiutarvi, cercate una foto che assomigli al vostro protagonista. Poi fategli delle domande sul suo passato, su ciò che pensa su determinati temi. Chiedetevi come reagisce il protagonista in determinate situazioni: quando è arrabbiato, quando ha paura, quando si rallegra. Stabilite i difetti del protagonista, i punti in cui sarebbe meglio che la storia producesse in lui un cambiamento.
Chiedetevi se ha un determinato modo di parlare e di interloquire: è un tipo logorroico, oppure silenzioso, parla dialetto, usa espressioni gergali?
Un esercizio utile è il cosiddetto diario del protagonista: buttate già sulla carta tutto quello che viene in mente al personaggio, in prima persona.
Fate lo stesso, con meno profondità, per i personaggi secondari.

Quando create i personaggi, è bene pensare all’orchestrazione: i personaggi dovranno essere diversi l’uno dall’altro. Se uno è strafottente, l’altro sarà un tipo riservato. Ciò vi aiuterà a creare conflitti fra i personaggi e dialoghi brillanti.

Prendete pure a modello personaggi di romanzi che vi sono piaciuti: non è plagio, ma ispirazione.

  • La scrittura efficace

Quando avrete trama e personaggi, potete iniziare a scrivere. Ma attenzione a questi aspetti:

Stabilire chi narra la storia: prima persona o terza persona? Un narratore che coincide con u personaggio oppure un narratore che sa più dei personaggi? O volete cominciare con un narratore che vede il quadro di insieme, per poi calarvi di volta in volta nella testa di un personaggio?
Nella narrativa contemporanea si trovano tutte queste tecniche: il protagonista forte che narra in prima persona, ma anche il romanzo corale in cui si alternano più punti di vista.
Ci sono molti romanzi in cui non è il protagonista a narrare, ma il suo migliore amico (come i gialli di Sherlock Holmes oppure Il grande Gatsby)
In linea di massima, il personaggio che racconta è quello che con la storia subisce un cambiamento. O quello che trasmette il messaggio al lettore.

Show don’t tell (mostrare e non raccontare): questo concetto è connesso al concetto di “scena”. Tutte le volte che nella vostra storia succede qualcosa di importante, l’episodio dovrà essere sviluppato sotto forma di scena, cioè mostrando le azioni e le parole dei personaggi.  Dovrà essere “drammatizzato”, vale a dire riportato come se si stesse verificando, momento per momento, davanti agli occhi del lettore. Il contrario di “mostrare” è “raccontare”, cioè riferire i fatti in modo indiretto e riassuntivo. La tecnica del raccontare dovrà essere riservata alle transizioni, agli episodi meno importanti e a quanto è già stato drammatizzato.

Curare l’ambientazione: Descrivete ciò che circonda i personaggi. Ambiente, paesaggio, arredamento, oggetti particolari, odori, suoni, sensazioni tattili, sapori. Usate tutti i cinque sensi. Non sono necessarie descrizioni estese: bastano i dettagli. Evocare l’ambientazione ha lo scopo di far immergere il lettore nella vostra scena. Un esercizio utile è farsi un elenco di tutto ciò che compone l’ambientazione, e scegliere quindi i dettagli essenziali.

Sfruttare i dialoghi: i dialoghi servono (fra l’altro) a portare avanti la storia, a caratterizzare i personaggi, a rivelare informazioni (per es. sul passato dei personaggi), a mettere i personaggi l’uno contro l’altro. È utile concepire i dialoghi come una forma di azione. Evitare i dialoghi inutili, in cui per es. i personaggi si dicono buongiorno e buonasera. O i dialoghi in cui tutti vanno d’amore e d’accordo. I dialoghi più efficaci sono quelli in cui i personaggi perseguono scopi diversi. Il conflitto è il sale del dialogo.

Per approfondire: manuale di scrittura creativa

***

Scrivere lasciandosi guidare soltanto dall’ispirazione è una perdita di tempo. Portare a compimento un romanzo richiede la padronanza di alcune tecniche. La miglior cosa è frequentare un corso di scrittura creativa. Potete anche studiare da autodidatti, ma vi occorrono i manuali giusti (i migliori sono quelli dei maestri di scrittura creativa americani e sono prevalentemente in inglese) e dovrete esercitarvi tutti i giorni.

Se preferite il learning by doing, allora un tutoring potrà esservi di aiuto.

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