Revisione e self-editing

Prima di presentare un’opera a un concorso o a una casa editrice, occorre procedere a una revisione, soprattutto se non ci si affida a un professionista

Ecco una breve check-list per affrontare il self-editing del proprio manoscritto

  • La logica della trama: c’è un protagonista che vuole raggiungere un obiettivo? Qual è l’evento che mette in moto la storia? Qual è l’evento che spinge il protagonista oltre una soglia da cui non può tornare indietro? Qual è il climax? E come si risolve la storia? (Attenzione alle risoluzioni che sono frutto di coincidenze fortuite).
  • La coerenza del punto di vista: da che pdV è narrata la storia? Il punto di vista è davvero limitato? Controllare di non avere riportato qualcosa che il personaggio focale non può sapere. Avete utilizzato più punti di vista? Controllate che siano delimitati a singoli capitoli: a ogni capitolo assegnate un unico punto di vista.
  • L’ambientazione: in ciascuna scena, sappiamo dove si trova il personaggio? Il suo ambiente circostante è stato descritto, anche solo con qualche dettaglio? Avete usato tutti i sensi per le impressioni sensoriali? Siete riusciti a trasportare il lettore nel posto in cui si trova il personaggio?
  • La voce: emerge la voce del personaggio focale? La voce comprende il suo modo di parlare, il suo modo di pensare, i suoi gusti, il periodo storico a cui è legato, il suo temperamento. Non è la voce dell’autore. Controllate di non avere fatto parlare il personaggio focale con la voce dell’autore
  • Il personaggio: è in grado di affascinare il lettore? È abbastanza “esagerato”, cioè straordinario? Presenta elementi di originalità? Parla in modo caratteristico? Le sue motivazioni sono riportate nella storia? Le sue emozioni sono mostrate? Traspare il suo passato? Nasconde un mistero che arricchisce la sua personalità?
  • I dialoghi: i personaggi hanno un loro modo di parlare? Il dialogo presenta un conflitto? Le battute sono troppo lunghe, è possibile accorciarle? Le reggenti delle battute sono sempre uguali?
    Le risposte dei personaggi sono banali? È possibile inserire risposte tipo “dove vai? Son cipolle”, che rendono misterioso il dialogo?
    Fra una battuta di dialogo e l’altra, avete inserito i pensieri del personaggio, oppure le sue reazioni emozionali, o un’azione che sta compiendo?
  • Le scene: i momenti più importanti della storia, come l’incidente scatenante e il climax, sono riportati tramite una scena, in cui l’evento è mostrato al lettore, momento per momento, dal punto di vista del personaggio, con tutte le sue azioni e reazioni?
  • La suspense: la storia pone un quesito a cui la risposta viene data soltanto alla fine? C’è abbastanza conflitto fra i personaggi? Ci sono situazioni in cui il protagonista è in pericolo, o teme di non potere raggiungere l’obiettivo? Come si concludono i capitoli: avete lasciato almeno qualche volta la risoluzione in sospeso?
  • L’inizio dei capitoli: avete usato diverse modalità narrative (dialogo, pensieri, esposizione, descrizione, azione)? Sono inizi che destano la curiosità del lettore?
  • Il finale: il finale dà una risposta al quesito posto dalla storia? Provoca una “risonanza” nel lettore? Lo costringe a riflettere su aspetti della sua vita?

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