Tecniche di suspense

Cliffhanger

Il cliffhanger è una tecnica di suspense molto utilizzata nelle serie televisive. Consiste nell’interrompere la scena “sul più bello”, cioè prima che il lettore venga a sapere come va a finire.

Si consiglia di utilizzare questa tecnica, anche se il vostro romanzo non è un thriller. È un modo molto efficace per suscitare il coinvolgimento del lettore.

Tuttavia si sconsiglia di usare sempre lo stesso tipo di cliffhanger. Questa tecnica si può infatti applicare in molti modi

  • Cliffhanger fisico

La scena si interrompe nel bel mezzo del colpo di scena.

Nel cliffhanger classico l’interruzione si verifica mentre il personaggio sta subendo una minaccia fisica: ha una pistola puntata contro, o pende da un precipizio, o ha sentito un rumore sospetto nel giardino della villa.

Ma può trattarsi anche del momento che precede una rivelazione, una sorpresa, o un rivolgimento inaspettato degli eventi.

  • Cliffhanger emozionale

La scena si interrompe mentre il personaggio è tormentato dai dubbi, non ha ancora preso una decisione, prova sentimenti contrastanti per qualcuno o ha una premonizione su qualcosa di brutto che sta per accadere.

Si può realizzare riportando i pensieri del personaggio (monologo interiore), oppure tramite un dialogo con un altro personaggio.

Anche una descrizione può servire a questo scopo, purché ciò che viene descritto assuma un valore simbolico. Il dettaglio sinistro di un ambiente, oppure un temporale.

  • Cliffhanger “in media res”

Consiste nell’interrompere la scena uno o più passaggi prima della conclusione naturale, lasciando il lettore in sospeso.

Fate la prova con qualcosa che avete già scritto: supponendo che alla fine della scena i vostri personaggi si separino, tagliate la scena prima, per esempio mentre stanno ancora facendo qualcosa. Questa tecnica si può applicare anche ai dialoghi.

  • Cliffhanger su battuta di dialogo

Anche in questo caso il cliffhanger consiste nel tagliate la conversazione fra i personaggi non sull’ultima, ma sulla penultima o terzultima battuta. Il dialogo assumerà in tal modo una connotazione misteriosa, e il lettore sarà curioso di continuare a leggere.

Scarto di informazioni

È una tecnica molto usata nei thriller moderni. Consiste nello sfruttare il vantaggio o lo svantaggio conoscitivo del lettore rispetto al personaggio. Di seguito due varianti:

  • Il lettore possiede più informazioni rispetto al personaggio.

La si realizza inserendo capitoli narrati da un punto di vista diverso, per esempio dal punto di vista dell’assassino.

Esempio: un capitolo dice al lettore che l’assassino ha collocato una bomba in un luogo, nel capito successivo vediamo l’ignaro personaggio entrare in quel luogo. Il lettore a questo punto sta sulle spine: scoppierà la bomba? Il personaggio riuscirà a sopravvivere?

Il metodo del coccodrillo di M. de Giovanni si serve di questa tecnica.

  • Il lettore possiede meno informazioni rispetto al personaggio.

Questa tecnica consiste nel creare un personaggio reticente, che non fornisce tutte le informazioni in suo possesso al lettore.

Il caso limite è quello del personaggio bugiardo (o pazzo) che racconta al lettore una storia falsa fin dall’inizio. Un classico esempio è L’isola della paura di D. Lehane.

Ma qualsiasi personaggio può essere reso inattendibile. Pensate per esempio a un personaggio nevrotico, che si ostina a vedere le cose dal suo punto di vista soggettivo.

((continua))

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