A tempi del coronavirus: una chance per l’e-book

Benché molte piccole case editrici si lamentino dei loro scarsi guadagni, l’industria del libro fa girare molti soldi. Nel 2018 sono stati venduti 100 milioni di libri, per un fatturato di circa 3 miliardi di euro.

Il fatto è che i guadagni vanno tutti nelle tasche delle grandi case editrici e della grande distribuzione, due canali che spesso sono legati a filo doppio, come per esempio nel caso della Mondadori. (Qui un articolo su come funziona la distribuzione in Italia).

Per questo motivo le librerie vendono prevalentemente libri editi da grandi case editrici. Ciò vale in particolare per le librerie di catena. E i lettori che si recano in queste librerie sono invogliati a compare i libri esposti: un circolo vizioso, che penalizza non soltanto i piccoli editori, ma anche l’editoria di qualità.

Con la crisi del coronavirus, che ha imposto la chiusura delle librerie, le vendite di libri sono crollate del 75%, secondo quanto riportato dall’AIE. Una situazione drammatica. Sono state soppresse molte pubblicazioni in programma, molte presentazioni, e anche le più importanti fiere del settore.

Questa situazione presenta però innegabili opportunità per l’editoria non allineata alla grande distribuzione: parliamo di editori indipendenti, e parliamo di una forma di pubblicazione finora sottoprivilegiata: l’e-book.

Il libro digitale, comodamente leggibile con un apposito lettore o con qualsiasi smartphone o tablet, ha occupato nel 2019 una quota di mercato pari al 10 % di tutti i libri venduti. Una quota molto bassa.

La limitata diffusione dell’e-book è voluta dalle case editrici e dalla grande distribuzione: l’e-book è un’alternativa al cartaceo, e gli fa concorrenza. Per questo le grandi case editrici

1) sono riluttanti a pubblicare le opere in formato e-book e lo fanno soltanto in un secondo tempo, come con i tascabili

2) mettono in vendita gli e-book a un prezzo elevato, che ne scoraggia l’acquisto.

Altri possibili motivi della riluttanza delle case editrici a pubblicare le opere in formato e-book sono la piaga della pirateria e la garanzia di recesso offerta da Amazon. Alla prima si potrebbe ovviare con pene più severe, alla seconda tramite apposite disposizioni di legge.

Con le librerie chiuse, il mercato dell’e-book presenta ora ampie possibilità di crescita. Un’occasione che editori indipendenti e autori farebbero bene a non lasciarsi sfuggire. Costretti a stare chiusi in casa, i lettori si stanno abituando alla digitalizzazione, e tenderanno ad acquistare più e-book di quanto hanno fatto finora. Ne scopriranno i vantaggi: prezzo accessibile, comodità di acquisto, spazio ridotto per la propria biblioteca.

È in atto una rivoluzione digitale, che cambierà il nostro modo di leggere e i nostri gusti. La crisi del coronavirus ne è soltanto il catalizzatore.

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