Intervista a Virginia Less: Declinazioni

Ospite dell’intervista di oggi è la scrittrice Virginia Less. Andiamo a conoscerla meglio.

  • Piacere di conoscerti, Virginia. Parlaci un po’ di te e del tuo libro.

Sono una prof di filosofia, cittadina insoddisfatta e navigante per diletto. Vivo in campagna, non lontano dal mare, mi occupo di un piccolo oliveto;  ho un marito “capitano”, due figlie e due nipoti.

Alla narrativa mi sono rivolta solo dopo la  pensione, dedicandomi al giallo. Scrivo di vela, di società e di politica, così da “unificare” lo sport prediletto e le frustrazioni civiche.

Declinazioni, il terzo lavoro, non appartiene però al genere marinaresco,  anche se i “segreti” delle tre protagoniste vengono rivelati attraverso una sorta di investigazione collaborativa.

  • Qual è il tema di fondo?

Direi due: la “sorellanza” e il ritorno. Le donne  ormai mature che si ritrovano nel paese d’origine – dalla cui peculiare atmosfera sono sempre rimaste rimaste avvolte- si conoscevano da ragazze, ma non erano amiche. Possono così stabilire un legame non condizionato dal vissuto comune e comunicare con sincerità il malessere sempre nascosto.

  • È un libro più basato sulla trama o sui personaggi?

Penso sui personaggi. La bellissima, la sportiva e l’insegnante sono molto diverse tra loro  e così le esistenze, i comportamenti e i “segreti”. L’unico uomo, co-protagonista  di rilievo, è un amico intellettuale, mentre  quelli cui sono legate si configurano in absentia  attraverso i  ricordi e i discorsi. La trama è tuttavia fondamentale: alterna presente e  passato, introduce diversivi interessanti e conduce con gradualità allo scioglimento.

  • A cosa ti sei ispirata? Si riferisce a fatti/episodi particolari della tua vita, che ti hanno colpito?

 La dedica del romanzo recita Alle molte donne sole che conosco. Mi sono ispirata proprio ad alcune di loro, in certo senso accorpandole e “narrativizzando”, com’è d’obbligo, caratteristiche e vicende. Sì, diverse situazioni e un paio di eventi  culturali  sono tratti dalla diretta esperienza.

  • Quali sono i tuoi modelli letterari?

Tanti. Scrivo da una decina d’anni, ma leggo da sempre: anche gli autori poco congeniali  hanno sicuramente esercitato qualche  influenza.  Racconto storie di mare, con molti risvolti sociali e politici:  tante le differenze, ma sono temi caratteristici di alcuni gialli scandinavi.

E  mi consento volentieri delle digressioni filosofiche, magari rischiando la pedanteria: influsso vistoso (si parva licet ecc.) del grande Eco.

  • Perché hai scelto questo titolo?

Il titolo Declinazioni ha, come nei due libri  precedenti, un senso metaforico, da cogliere durante la lettura, e uno esplicito. Sandra è prof di greco: i suoi allievi declinano sostantivi e aggettivi.

  • Per scrivere il libro hai avuto bisogno di approfondimenti particolari?

Sì. Benché il romanzo sia ambientato nel mio paese d’origine, ho ripercorso con cura storia e topografia per essere sicura di non commettere errori. Ma sopratutto ho lavorato molto su un personaggio “diverso”, che ha richiesto ricerche, letture e anche la consulenza di un’amica psicologa che ringrazio a fine volume.

  • Come ti sono venuti in mente i personaggi? Si sono sviluppati a poco a poco o ti erano presenti fin dall’inizio?

Le protagoniste le avevo in mente da tempo, ma nel corso della stesura sono divenute “autonome”, quasi costringendomi a seguirle. Altri personaggi hanno preso forma più avanti e sono anche cambiati mentre li facevo muovere nella storia.

  • Quanto c’è, di te, nel tuo libro?

Di autobiografico c’è la memoria dei luoghi, alcuni eventi culturali e aneddoti. Poco d’altro. Tuttavia sono convinta che l’autore si racconti comunque: di quali esperienze e pensieri dispone se non dei propri?

  • Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Rimango una dilettante e in definitiva la conosco poco. Che si pubblichi in eccesso  viene ripetuto come un mantra. Da lettrice forte, trovo deludente molta produzione delle big,  pur vincitrice di premi noti. Fanno scelte più interessanti alcuni editori medio piccoli, che mi pare progrediscano pian piano.

Per gli esordienti riesce comunque difficile proporsi anche a questi, per cui prolifera una congerie di piccolissimi. Pubblicare con loro risulta, salvo casi fortunatissimi, quasi inutile per chi aspira a fare della scrittura una professione.

  • Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Scrivendo per hobby, non mi lamento troppo dei miei micro editori: rigorosamente free, sia chiaro.

I primi due libri non sono andati male. Ho pubblicato la raccolta “seriale” di racconti gialli Mal di mare con Autodafé  (direttore preparato e serio); il romanzo Devi orzare, Baal! con Lettere animate (print on demand, tenevo alle copie da regalare agli amici velisti).

Declinazioni è stato più sfortunato: con il primo editore ho rotto il contratto dopo pochi mesi (copie difettose e altre inadempienze). L’attuale Herald ha fatto un buon lavoro in cartaceo, ma la distribuzione è molto limitata, né produce la versione digitale, pur inclusa nel contratto. Così, previa autorizzazione e mantenendo il suo nome, l’ho commissionata io stessa  a una piattaforma ad hoc ed è reperibile in tutti gli store on line

  • Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Declinazioni  tratta in  tono leggero  temi delicati e talvolta urticanti: l’amicizia tra donne, il ruolo materno e la diversità, l’etica matrimoniale, la vecchiaia. Il messaggio per noi donne è di essere razionali, oneste con se stesse e di compiere scelte dignitose.

  • Dove possiamo contattarti e comprare il tuo libro?

Cartaceo:  https://www.heraldeditore.it/catalogo/racconti-romanzi-e-storie-vere/declinazioni/

Digitale:   https://www.ibs.it/declinazioni-ebook-virginia-less/e/9788831694384

 e altri store online

Please follow and like us:
Click to rate this post!
[Total: 1 Average: 5]