Premio Dea Planeta: la cinquina finalista

A conclusione del bando si è annunciata la partecipazione di 708 opere, di cui 274 presentate da autori sotto pseudonimo. Tutti i generi letterari sono stati rappresentati.

Una prima selezione operata dal comitato di lettura designato da DeA Planeta Libri, che ha letto e valutato tutte le opere ammesse al concorso, ha condotto alla seguente cinquina di finalisti:

  1. Il ladro di note di Greta Leone (pseudonimo)
  2. Jacu di Paolo Pintacuda
  3. Apri gli occhi di Paola Punturieri (pseudonimo)
  4. Terre di vento di Marco Steiner
  5. Il pugnale di ossidiana di Giulia Nebbia

Qui il comunicato stampa intero

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Intervista a Angelo Tulli: Quando il gioco finisce

Ospite dell’intervista di oggi è lo scrittore Angelo Tulli. Andiamo a conoscerlo meglio.

  • Ciao, Angelo. Parlami un po’ di te e del tuo libro.

Sono un insegnante di educazione fisica e da qualche anno mi diverto a scrivere. Il termine divertire è forse inadatto, perché scrivere è come un vortice, dove la fatica tiene per mano il piacere.

  • Qual è il tema di fondo?

Le cadute della vita e le rinascite. Il contare sulle proprie forze e lasciare stare il caso, la fortuna. Cosa opposta al gioco d’azzardo, il gioco senza più avversari se non il destino che ti schiaffeggia senza reagire.

  • È un libro più basato sulla trama o sui personaggi?

Forse di più sui personaggi.

  • A cosa ti sei ispirato? Si riferisce a fatti/episodi particolari della tua vita, che ti hanno colpito?

Da un fatto vero che mi è capitato, una caduta da una scala e le fatiche per rimettermi in carreggiata. Ma anche alle altre cadute che ti offre la vita e a cui dobbiamo, prima o poi, porgere la faccia.

  • Perché hai scelto questo titolo?

Secondo me esprime ogni fine di un’epoca vitale, come la gioventù con i suoi ideali, in primis l’amore, quello dei genitori che vedono staccarsi i figli mano a mano, quello dello sport quando sei costretto ad abbandonare perché non sfondi, quello del gioco qualunque che si faceva con l’amico, amico ormai rimpiazzato dal telefonino, e quello delle illusioni con cui rivalersi giocando d’azzardo, al gratta e vinci per esempio.

  • Per scrivere il libro hai avuto bisogno di approfondimenti particolari?

No, tranne quelli relativi ai criteri che regolano le slot-machine, ad esempio.

  • Come ti sono venuti in mente i personaggi? Si sono sviluppati a poco a poco o ti erano presenti fin dall’inizio?

Li avevo ben chiari da subito, poi chiaramente i dettagli si sono aggiunti spontaneamente

  • Quanto c’è, di te, nel tuo libro?

Abbastanza.

  • Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Che se non conosci qualcuno è la solita storia, non sei nessuno. Nemmeno se scrivi da dio. E di questi tempi se ne vedono pochi.

  • Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Il discorso di prima. Per un esordiente devi affidarti alle piccole case editrici che rispondono quasi subito, a differenza di quelle medie che difficilmente leggono il tuo manoscritto oltre le venti pagine, non capendo che forse il meglio viene dopo, come quando si mangia.

  • Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Visti i tempi in cui s’investe sempre più nella sorte per cambiare la rotta della propria esistenza, penso che il libro sia un monito ai giovani a stare largo dal gioco on-line basato sull’azzardo, poiché si perdono soldi di sicuro; un consiglio a stare più vicino agli adulti, genitori in primis, senza le chat, e a rispettare l’amore. L’amore per l’essere umano e gli animali (cani su tutti!)

  • Dove possiamo contattarti e comprare il tuo libro?

Sulla mia pagina Facebook: Angelo Tulli

Per e-mail: tulli.a@teletu.it

Per cellulare: 349-4246971

Il libro è disponibile sullo store della PAV, su Amazon o su IBS.

E con questo salutiamo Angelo Tulli, con i migliori auguri per la sua carriera di scrittore.

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Fiera del Libro di Francoforte: un’occasione mancata

Dal 16 al 20 ottobre 2019 si è svolta Fiera del Libro di Francoforte, una delle più importanti fiere editoriali a livello internazionale.

Come si presentavano le case editrici italiane?

Le big e i maggiori agenti letterari erano presenti, ma non immaginatevi grandi cose. Gli stand erano di dimensioni contenute, erano presidiati da poco personale e gli unici dépliant in lingua straniera erano in inglese. Soltanto una CE di Bolzano presentava materiale pubblicitario in tedesco. Erano presenti anche molte case editrici piccole e medie, prevalentemente raggruppate nello stand dell’Associazione Italia Editori o in uno degli stand regionali (presenti gli stand di Sardegna, Lazio, Veneto, Piemonte). Si tratta di un dato positivo: esporre a una manifestazione di tale importanza richiede da parte di una piccola casa editrice uno sforzo notevole, ed è sicuramente segno di serietà.

Volete sapere se la vostra casa editrice o il vostro agente letterario hanno partecipato alla Fiera di Francoforte? La lista degli espositori è consultabile qui.

In definitiva, ho avuto l’impressione che l’editoria italiana non sia particolarmente interessata a farsi conoscere sul mercato tedesco.

Un peccato, perché la Germania dispone di un nutrito popolo di lettori, e l’Italia è uno degli argomenti che riscuotono il loro interesse.

Questa impressione è stata confermata da un giro presso gli stand delle case editrici tedesche, durante il quale ho visto pochissime opere esposte tradotte dall’italiano. E pensare che l’editoria italiana ha pubblicato nel 2018 qualcosa come 78.000 titoli. Quanti di questi sono arrivati ai lettori di lingua tedesca?

Non credo che per far conoscere autori italiani in Germania siano necessarie grandi operazioni di marketing. Basta la volontà e la conoscenza della lingua. Per esempio durante la Fiera ho assistito alla presentazione di un autore pressoché sconosciuto in Italia, e tuttavia già tradotto e pubblicato in tedesco.

Sono sicura che il panorama editoriale italiano, al di là agli autori in cima alle classifiche, offra talenti in grado di sfondare oltre i confini.

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